Home Dal mondo Giustiziato Brandon Bernard: è il condannato alla pena di morte più giovane

Giustiziato Brandon Bernard: è il condannato alla pena di morte più giovane


Francesca Catalano

Bernard

Giustiziato, questa notte, Brandon Bernard. L’uomo, 40enne è il più giovane detenuto condannato alla pena di morte negli ultimi 70 anni di storia degli Stati Uniti.

Il duplice delitto per cui è stato ucciso con un’iniezione letale, risale al giugno del 1999, quando, con un gruppo di amici ha sequestrato e ucciso Todd e Stacie Bagley.

La gang aveva sistemato le vittime nel portabagagli della loro auto, poi il diciannovenne Christopher Valva – giustiziato lo scorso settembre – aveva sparato a entrambi e ordinato a Brandon di dare fuoco all’auto. Secondo i legali di Bernard, però, la coppia era già morta quando appiccò il fuoco, il che avrebbe significato solo un’accusa per distruzione di cadavere. La pubblica accusa, tuttavia, ha sostenuto che sebbene Todd Bagley fosse morto sul colpo, Stacie aveva avuto fuliggine nelle sue vie aeree, segnalando che era morta per inalazione di fumo e non per la ferita da arma da fuoco. Nonostante la gravità dei reati commessi, vista la buona condotta la difesa aveva chiesto l’ergastolo.

LE SUE ULTIME PAROLE

Le ultime parole, il condannato, dichiarato morto giovedì alle 21:27 ora locale (02:27) in un penitenziario nella città di Terre Haute, le ha rivolte alle famiglie delle vittime. “Mi dispiace. Sono le uniche parole che posso dire che catturano completamente come mi sento ora e come mi sono sentito quel giorno”.

L’esecuzione è stata ritardata di oltre due ore dopo che gli avvocati di Bernard hanno chiesto invano alla Corte Suprema di fermarla. Ed anche il presidente Donald Trump non ha fatto niente per fermare la condanna a morte.

CONDANNE A MORTE IN OLTRE UN SECOLO

Se tutte le cinque esecuzioni avranno luogo Trump sarà il presidente sotto il cui mandato sono state eseguite più condanne a morte in oltre un secolo. Da luglio a oggi le esecuzioni sarebbero 13 e le cinque in programma rompono con la tradizione vecchia di 130 anni di non eseguire condanne a morte durante il periodo di transizione presidenziale.

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