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Green Pass, Speranza: “Strumento di libertà, va lasciato così com’è”


Redazione

Green Pass, obbligo vaccinale, riaperture e terze dosi: il ministro della Salute, ospite a "Che Tempo che Fa" su Rai 3, ha affrontato i temi più scottanti del momento.

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Pugno duro da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla questione Green Pass. Dopo la degenerazione della protesta di Roma, a “Che Tempo che Fa” su Rai 3, il ministro ha ribadito le sue posizioni sulla Certificazione verde.

“Dobbiamo lasciare il Green Pass così com’è per il momento, e poi potremo valutare ed eventualmente cambiare”, ha dichiarato. “Già oggi il tampone molecolare dura 72 ore, se invece il tampone è antigenico dura 48 ore. Le scelte fatte nelle ultime giornate sono frutto anche del fatto che il Green Pass consente maggiore sicurezza. Il 15 è un passaggio importante: faremo una valutazione della tenuta dell’impianto che abbiamo costruito, ma la sensazione è che la maggioranza delle persone abbia colto che il Green Pass è uno strumento di libertà“.

“Il Green Pass è entrato nelle vite delle persone”

Netta quindi la posizione del ministro Speranza sulla Certificazione. “Ad oggi il Green Pass è stato scaricato 90 milioni di volte in totale – ha aggiunto -. E’ entrato nelle vite delle persone che hanno capito che avere il Green Pass significa avere luoghi più sicuri, come per i treni e gli aerei”. 

Impossibile non commentare i recenti disordini, ma anche le perplessità che da più parti giungono sulla validità di questo strumento. “Pochi minuti fa ero alla Cgil, ho incontrato il segretario Landini, al netto di tutte le immagini che ho visto in queste ore, vedere dal vivo la distruzione di quelle stanze, la devastazione di un luogo simbolo, è stato un pugno allo stomaco”, ha riferito Speranza. “Credo che si debba usare il pugno di ferro con chi pratica la violenza e si richiama al fascismo”.

Sono due gli approcci caldeggiati: “Da un lato i violenti con i quali va usato il pugno durissimo; dall’altro si deve parlare, ragionare, con quelle persone che ancora ci sono che hanno dei dubbi“. “Dobbiamo fare un passo alla volta – ha aggiunto il ministro – consapevoli che non ne siamo fuori e dobbiamo continuare  a studiare le varianti. Stiamo andando nella direzione giusta ma dobbiamo tenere i piedi per terra”.

Obbligo vaccinale e terze dosi

Quanto all’obbligatorietà del vaccino anti Covid, Speranza ha dichiarato: “Abbiamo reso il vaccino obbligatorio per i sanitari e operatori Rsa. I numeri dell’epidemia in questo momento sono tra i più bassi in Unione europea e c’è una capacità del Paese di tenere la curva sotto controllo, quindi le scelte che abbiamo compiuto hanno portato dei risultati. Quindi l’obbligatorietà del vaccino è tra le possibilità, ma in questo momento il Governo ha scelto un’altra strategia; tuttavia abbiamo un margine per valutare e vedere”.

Altro tema caldo è quella relativo alla terza dose. La somministrazione è al momento prevista solo per il personale sanitario, gli individui fragili e gli over 60. Devono essere trascorsi almeno sei mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale.

“La terza dose è un pezzo importante della strategia che abbiamo messo in campo: si parte subito, già abbiamo quasi 300 mila terze dosi somministrate. Le categorie indicate sono molte e alcuni non hanno ancora i 6 mesi trascorsi dal ciclo primario, quindi non saranno tutti vaccinati subito”, ha aggiunto. Il ministro non esclude la possibilità di allargare la platea anche agli under 60.

“Cautela e prudenza”

A prevalere, nelle parole del ministro Speranza, è la linea della cautela. “Riaperture più ampie rispetto a quelle consigliate dal Cts? Son decisioni assunte nell’autonomia del Consiglio dei ministri, partendo dalle indicazioni di fondo, ci ha detto che si poteva fare un altro passo. Noi in alcuni ambiti abbiamo scelto di fare un aggiustamento”.

“Il Cts è organismo consultivo prezioso; ringrazio i presidenti Locatelli e Brusaferro e la comunità scientifica, ma queste riaperture ce le possiamo permettere perché siamo in situazione migliore – ha aggiunto Speranza -. Continuo a dire: un passo alla volta, non siamo ancora fuori e dobbiamo studiare le varianti, la Delta è prevalente assoluta con il 100%. Ci vuole fiducia, ma anche cautela e prudenza. Il messaggio la stragrande maggioranza lo ha capito”. 

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