Home Dal mondo I russi si ritirano dal nord lasciando tanti orrori: «Stupri anche di bambini»

I russi si ritirano dal nord lasciando tanti orrori: «Stupri anche di bambini»


Redazione PL

Nelle città del nord e nei sobborghi della capitale dopo la ritirata dei russi restano gli orrori commessi su donne e bambini. Le testimonianze

Negli ultimi giorni, i russi hanno  ritirato le loro forze armate da buona parte del fronte settentrionale dell’Ucraina. Sono falliti i  tentativi di conquistare Kiev, Chernihiv e Sumy, le principali città del nord dell’Ucraina. L’esercito di Zelensky è riuscito a compiere con successo diversi contrattacchi. Inoltre nel Donbass l’esercito di Putin non fa molti progressi  negli assalti frontali per catturare le regioni di Donetsk e Luhansk,. E a sud, nonostante le difficoltà della resistenza, Mariupol è ancora in mani ucraine e gli invasori, e  probabilmente i russi subiranno ancora pesanti perdite prima di costringere alla resa la città. Quindi la Russia è stata costretta a rivedere totalmente la sua campagna militare, e l’esercito russo che era stanziato a nord, si sta spostando per rinforzare il fronte sud-orientale.

VIOLENZE E TORTURE PER I BAMBINI

Via via che le forze d’invasione lasciano città e periferie, saltano fuori gli orrori che hanno subìto le popolazioni. Non si è salvato nessuno. Neanche i bambini, come quelli di Irpin. L’ultimo caso conosciuto  è quello di una bambina di 9 anni, brutalmente violentata e uccisa da 11 soldati russi, dopo che aveva visto uccidere entrambi i genitori. A riportare la notizia è stata Alina Dubovska, giornalista della testata ucraina Public. Ha pubblicato un lungo post su facebook, con  la testimonianza di un familiare della bambina. Ma questo non è un evento isolato. Sarebbero tanti i bambini di Irpin che hanno sofferto torture e violenze. Di alcuni si sanno anche i nomi, perché  i loro cadaveri man mano che vengono ritrovati, e in qualche modo ricomposti vengono riconosciuti dai parenti, sempre se sono vivi.

Altri non hanno ancora un nome, e vengono identificati secondo un’età approssimativa. Tre anni, cinque anni, ha denunciato Lyudmila Denisova, difensore civico ucraino:  quelli di Irpin erano tutti sotto i dieci. «A Irpin ─ ha detto ─ sono stati uccisi molti bambini con meno di 10 anni. Presentano segni di stupro e tortura».

DONNE VIOLENTATE DAI RUSSI E MARCHIATE CON UNA SVASTICA

I russi si ritirano e da Irpin, Dymerka, Mariupol, Bucha, Borodyanka, e affiorano nuove storie di violenze.  Ogni volta c’è un particolare più raccapricciante di ieri, e dell’altro ieri, e  avanti così. La parlamentare Lesia Vasylenko ha parlato pubblicamente di corpi di donne violentate e marchiati con la svastica. Ha diffuso un’immagine nella quale si vede  la pancia di un cadavere femminile sfregiato. Così come su molte case dell’area intorno a Kiev sono comparse le Z e le scritte ingiuriose contro i “partigiani” ucraini. Ma le svastiche sono su  corpi umani.

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