Home Politica Il sindaco Lagalla si unisce all’appello a Draghi: “Continuità governo auspicabile anche per Palermo”

Il sindaco Lagalla si unisce all’appello a Draghi: “Continuità governo auspicabile anche per Palermo”


Redazione PL

Il primo cittadino del capoluogo si unisce all'appello rivolto al premier dai sindaci siciliani, sottolineando la necessità di stabilità nazionale per la città di Palermo

draghi

Appello a Mario Draghi da parte di 55 sindaci siciliani, che, al di là dell’appartenenza politica, chiedono al premier di mantenere il suo ruolo. Com’è noto, infatti giovedì 14 luglio, Draghi ha infatti presentato le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio, dopo che il M5s non ha votato al Senato la fiducia sul decreto Aiuti. Il presidente Mattarella non ha tuttavia accolto la richiesta, ma piuttosto rimandato il premier al Parlamento per “rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata”.

L’APPELLO DEI SINDACI SICILIANI A MARIO DRAGHI

Nell’attesa dell’incontro, previsto per mercoledì 20 luglio, molteplici appelli si sono levati affinché Draghi non abbandoni il posto. Tra questi, appunto, quello dei sindaci siciliani al quale anche Roberto Lagalla si è unito.

“Credo che i sindaci si preoccupino di garantire la continuità dell’azione di governo che in questo momento è auspicabile, in particolare per Palermo, impegnata (su questioni legate al bilancio comunale) nel confronto con lo Stato, che dovrebbe trovare soluzioni in tempi rapidi“. Così ha dichiarato il primo cittadino del capoluogo. “La proposta di sottoscrizione della lettera mi è arrivata in zona cesarini e parte dalla politica dell’Anci, le cui dinamiche al momento non conosco essendomi insediato da poco tempo”.

“Ne comprendo comunque lo spirito – ha aggiunto – e condivido la riflessione politica fatta in modo chiaro da Forza Italia e Lega sull’inaffidabilità del M5s“.

“È altrettanto vero – ha concluso – il ragionamento secondo cui il governo debba essere nel pieno dei suoi poteri perché le elezioni anticipate farebbero slittare provvedimenti e adempimenti, a cominciare da quelli che riguardano la città di Palermo”.

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