Home Politica Referendum sulle sostanze stupefacenti “inammissibile”: la decisione della Corte Costituzionale

Referendum sulle sostanze stupefacenti “inammissibile”: la decisione della Corte Costituzionale


Redazione PL

Seconda bocciatura, dopo il quesito sull'eutanasia della giornata di ieri. Quattro i referendum sulla giustizia dichiarati ammissibili

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Il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis è inammissibile. Lo ha dichiarato il Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato. “Il referendum non era sulla cannabis, ma sulle sostanze stupefacenti – ha evidenziato Amato -. Si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, le cosiddette droghe pesanti. E questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali”.

In disaccordo parte della politica, tra cui il deputato e presidente di Più Europa Riccardo Magi. “E’ incredibile questa decisione della Corte Costituzionale, dopo un referendum sottoscritto da 600mila cittadini – ha dichiarato davanti alla consulta -. In seguito alla decisione sull’eutanasia di ieri possiamo dire che in questo Paese è impossibile promuovere dei referendum. La Corte Costituzionale ha fatto quello che il presidente Amato ha detto pochi giorni fa che non andava fatto, cioè cercare il pelo nell’uovo”.

La Corte, infatti, nella giornata di ieri aveva dichiarato inammissibile il quesito proposto sull’eutanasia. “Non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana” è stata la motivazione. “Leggere o sentire che chi ha preso la decisione non sa cosa è la sofferenza ci ha ferito ingiustamente – ha commentato Amato in conferenza stampa -. Il referendum non era sull’eutanasia ma sull’omicidio del consenziente. Questo sarebbe stato lecito in casi ben più numerosi e diversi da quelli dell’eutanasia”.

QUATTRO I REFERENDUM DICHIARATI AMMISSIBILI

Quattro i referendum dichiarati invece ammissibili, riguardanti materie di giustizia. Si tratta in particolare di: abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità; limitazione delle misure cautelari; separazione delle funzioni dei magistrati; l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del CSM. “I suddetti quesiti – recita la nota- sono ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario”.

“Primi quattro referendum sulla giustizia dichiarati ammissibili e presto sottoposti a voto popolare: vittoria!”, twitta il leader leghista Matteo Salvini. Fratelli d’Italia, invece, appoggerà solo il referendum sulle separazione delle carriere e quello sull’elezione del Csm.

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