Jeddah, attacco terroristico ad impianto petrolifero: colonna di fumo durante le prove del Gran Premio

Secondo attacco terroristico in pochi giorni ad opera dei ribelli Huti dello Yemen ai depositi della compagnia petrolifera Saudi Aramco. Il fumo si è elevato alto, a soli venti chilometri dal circuito di Formula 1

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Una colonna di fumo si è alzata in cielo durante le prime prove libere del Gran Premio dell’Arabia Saudita, a Jeddah. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un attacco terroristico contro gli impianti petroliferi della Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi,  sponsor della F1. La forte esplosione si è sentita anche a venti chilometri di distanza, proprio dove si correvano gli ultimi giri in vista del prossimo GP di Formula 1.

A causare l’incendio sarebbe stato un razzo, lanciato dai ribelli Huthi dello Yemen, che hanno rivendicato il gesto. Si tratta del secondo attacco in pochi giorni mirato al deposito petrolifero di Jeddah. Un altro incendio, nella stessa zona, era divampato infatti lo scorso venerdì.  L’emittente internazionale Al Jazeera, nella fattispecie, aveva parlato degli attacchi degli Huti, come di un esercito a maggioranza sciita appoggiato dall’Iran in contrapposizione ai sauditi sunniti. Oltre ai depositi Aramco, i ribelli avevano bombardato anche altre località lungo la costa del mar Rosso.

LA FORMULA 1 AL MOMENTO NON SI FERMA

Al lavoro, nella zona di Jeddah, diversi aerei militari, in controllo sulla città. Intanto, sui social, iniziano a girare i primi video dell’accaduto. Dalla direzione della Formula 1, tuttavia, non trapelano notizie relative a un possibile blocco della competizione. Al contrario, al momento, la seconda sessione di libere si correrà regolarmente, in ritardo di 15 minuti, in attesa di un incontro per comprendere la potenziale pericolosità e il possibile ripetersi di simili eventi.

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