Home Salute e benessere Arriva Johnson&Johnson, vaccino monodose da somministrare in farmacia

Arriva Johnson&Johnson, vaccino monodose da somministrare in farmacia


Pippo Maniscalco

Johnson&Johnson ha un'efficacia dell'85% dopo 28 giorni, e può essere somministrato anche in farmacia

Johnson & Johnson

La prossima settimana arriveranno nell’hub della Difesa a Pratica di Mare circa 184mila dosi del vaccino di Johnson&Johnson. Rappresentano la prima tranche delle 400-500mila dosi che la casa farmaceutica americana si è impegnata a consegnare entro aprile. Questa fornitura, unita alle dosi che Pfizer, Moderna e AstraZeneca stanno distribuendo, contribuirà a centrare l’obiettivo fissato dal Governo Draghi che prevede di concludere entro il mese la vaccinazione degli over 80. Nella prossima settimana in Italia la disponibilità aumenterà di almeno un milione e mezzo di dosi. Oltre un milione saranno consegnate da Pfizer, 175mola da AstraZeneca, 300mila da Moderna e queste altre 184mila in arrivo da Johnson&Johnson.

JOHNSON&JOHNSON IDONEO ALLA SOMMINISTRAZIONE IN FARMACIA

Il vaccino Johnson&Johnson è monodose, quindi non occorre richiamo, e non richiedendo congelamento: può essere conservato in frigorifero. Questa caratteristica lo rende idoneo alla somministrazione in farmacia. Anche lui, come AstraZeneca, è a vettore virale, e si può somministrare dai 18 anni in su. Dopo la positiva valutazione dell’Ema, anche l’Aifa ha confermato l’efficacia di questo vaccino: dopo 14 giorni dalla somministrazione arriva al 77% e dopo 28 all’85%. Efficacia confermata anche nei soggetti over 65. In America ci sono stati quattro eventi tromboembolici in soggetti già vaccinati con J&J, ma secondo le autorità americane nessun legame provato è stato rinvenuto tra il vaccino e la trombosi.

JOHNSON&JOHNSON DIVERSO DA PFIZER E MODERNA

La tecnologia che utilizza Jhonson&Johnson è diversa da quelle di Pfizer e Moderna. Questi sfruttano una molecola di Rna messaggero, che si introduce nelle cellule del nostro organismo. E le spinge a produrre l’antigene di Sars-Cov-2, che addestra il sistema immunitario a neutralizzare il virus. Invece J0hnson&Johnson utilizza un adenovirus come vettore per introdurre nelle cellule le informazioni necessarie e produrre l’antigene. In pratica usa la stessa tecnologia di AstraZeneca, ma sfruttando un virus differente.

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