Home Cronaca di Palermo L’Orlando furioso contro Angela da Mondello: “Comune parte civile”

L’Orlando furioso contro Angela da Mondello: “Comune parte civile”


Redazione PL

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, fortemente preoccupato dal Covid, non ci sta e avvisa Angela Chianello

Nei social, habitat naturale entro il quale la casalinga palermitana Angela Chianello, alias Angela da Mondello ha costruito il suo effimero (?) successo, c’è stata una vera e propria levata di scudi. “Non datele più importanza” hanno tuonato in tanti, soprattutto palermitani, indignati dal comportamento della loro concittadina in tema negazionismo da pandemia. Gli stessi media, additati di concedere troppo spazio a ciò che è stato definito il “nulla”, non possono tuttavia esimersi dal riportare l’ennesima notizia che la riguarda. Perchè questa volta, a scendere in campo è il primo cittadino del capoluogo siciliano. L’Orlando furioso, intervenendo a “Cosa succede in città” su Radio Cusano Campus ha parlato della signora Angela Chianello, e del suo tormentone “Non ce n’è Covid”.

RISCHIO DI ESSERE ANCORA PUU’ VOLGARE DI QUESTA SIGNORA

“La volgarità  è tale che rischio di usare parole ancora più volgari del comportamento di questa signora, preferisco non commentare. Se ci sarà un processo penale nei suoi confronti costituirò il Comune parte civile“. Orlando, ha proseguito nell’intervista esprimendo tutta la sua preoccupazione per quanto si sta verificando in città.

LA RACCOMANDAZIONE A MUSUMECI

“La competenza di chiudere le scuole non è dei sindaci – sottolinea il primo cittadino -. Ho chiesto formalmente alla Asl e alla Regione di darmi rassicurazioni sulla tenuta, rispetto ai contagi, non soltanto delle strutture scolastiche ma anche di quelle sanitarie”. Sulla possibilità di un lockdown nazionale, commenta.“Considero corretto l’approccio del governo che si basa su dati scientifici differenziando tra regioni. Prego però i presidenti di Regione di non avere paura che la loro regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura”.

NON SI MUORE SOLTANTO DI COVID

“Non sono solo preoccupato, ho anche il dovere di apparire preoccupato. I segnali che arrivano dai medici – dichiara Orlando – fanno comprendere come questo incremento dei contagi in tutta Italia non trova adeguata risposta in termini di strutture sanitarie. Siamo stati messi in zona arancione sulla base di dati forniti dalla Regione. Chiedo tuttavia che la Regione fornisca ai sindaci questi dati sullo stato delle strutture ospedaliere. La sensazione che si ha è che non abbiamo sufficienti strutture dedicate ai malati covid e sufficienti posti di terapia intensiva. Non si muore soltanto di covid ed è questa la ragione per cui ho lanciato questo segnale di allarme. I dati che ci hanno fornito sembra che siano quelli dei posti letto programmati, ai quali molto spesso non corrisponde la realtà dei posti letto attualmente attivi”. 

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