Mafia, confiscati beni al prestanome di Provenzano e Lo Piccolo

150 milioni di euro è il valore a cui ammonta il patrimonio a cui sono stati messi i sigilli dalle forze dell'ordine

Gli agenti della divisione anticrimine della questura di Palermo hanno confiscato beni ad un prestanome per conto della mafia. Si tratta di Andrea Impastato, imprenditore 72enne di Cinisi, arrestato nel 2002 per associazione a delinquere di stampo mafioso e possessore di numerosi patrimoni, sequestrati tra la provincia palermitana e quella trapanese, direttamente riconducibili ai boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

Andrea Impastato è figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", un noto esponente della mafia di Cinisi e affiliato ai Badalamenti. Il sequestro degli ingenti beni è avvenuto a gennaio 2008. Dalle indagini delle forze dell'ordine è emerso che Impastato ha realizzato un impero economico, tramite una grande vastità di prestanome e fiduciari ricorducibili al suo nucleo familiare, attraverso delle aziende in vari settori. Dall'edile all'estrazione di materiale da cava, dai trasporti al turismo.

Il patrimonio di un valore di oltre i 150 milioni di euro, comprende imprese edili, una cava tra Carini e Montelepre, complessi industriali, terreni, beni mobili e conti corrente. Finanche un complesso turistico-residenziale a San Vito Lo Capo, costituito da innumerevoli appartamenti e alcune villette. La confisca è stata messa in atto in seguito ai provvedimenti disposti dai giudici del tribunale di Palermo.


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