Home Cronaca No Green Pass, perquisizioni anche a Palermo: trovate taniche di acido

No Green Pass, perquisizioni anche a Palermo: trovate taniche di acido


Redazione

18 le perquisizioni eseguite nei confronti di affiliati del canale Telegram "Basta Dittatura", che riunisce attivisti contrari al vaccino anti Covid e all'obbligo di Green Pass.

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Sono 18 i decreti di perquisizione eseguiti quest’oggi dalla Polizia di Stato di Torino, nei confronti di affiliati del canale Telegram “Basta Dittatura”, che riunisce attivisti contrari al vaccino anti Covid e all’obbligo di Green Pass imposto dal Governo.

L’operazione ha coinvolto quindici città italiane. Accanto a Palermo, ci sono anche Torino, Brescia, Varese, Cremona, Imperia, Pordenone, Trieste, Treviso, Pesaro, Roma, Pescara, Salerno, Siena e Padova. I 18 indagati devono rispondere di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici e istigazione a disobbedire le leggi.

No Green Pass, perquisizioni anche a Torretta

A coordinare le indagini è la Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione. Tra i 18 indagati figura anche un commerciante di Torretta, nel Palermitano. La perquisizione effettuata in casa dell’uomo ha permesso alla Digos locale di rinvenire alcune taniche di acido.

Il canale social “Basta Dittatura” era già stato colpito da un provvedimento giudiziario di sequestro, nonché della decisione di chiusura da parte di Telegram. Il gruppo contava ben 40 mila iscritti; il nuovo canale “Basta dittatura – proteste” ne ha ora circa 8mila. Non ancora identificati gli amministratori.

Proteste violente

Gli indagati all’interno della chat esortavano ad azioni di protesta quali bloccare strade, stazioni o banche. Si incentivava anche all’utilizzo di armi, bastoni, bottiglie molotov o acido. Presenti anche inviti agli utenti a gambizzazioni e marce su Roma.

A Torino gli indagati sono tre. Tra questi una 43enne, destinataria, insieme a un uomo non coinvolto nell’indagine, di un foglio di via. La Digos ha inoltre sequestrato, a Siena, un passaporto nazifascista dell’epoca e rinvenuto coltelli e una balestra a Brescia e Cremona.

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