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Operazione Vento 2: la moglie di Incontrera elemento di spicco del Clan


Redazione PL

Il collaboratore di giustizia Alessio Puccio: "È una cunsuma casate…”

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Un’intera famiglia al servizio di Cosa Nostra e, in questo caso, della cosca di Porta Nuova. L’omicidio di Giuseppe Incontrera, avvenuto il 30 giugno scorso in via Imperatrice Costanza, nel cuore del quartiere Zisa, sebbene ad oggi sembrerebbe scaturito da futili motivi che poco o nulla hanno a che vedere con la criminalità organizzata, ha dato vita all’operazione “Vento”, un blitz con 18 arresti che aveva fatto emergere il ruolo criminale di Salvatore Incontrera, figlio del boss ucciso.

Operazione Vento 2, in manette anche la moglie di Incontrera

Pochi giorni dopo, con l’operazione “Vento 2” a finire a in manette tra gli altri è la moglie di Incontrera, Maria Carmelina Massa. La donna, che in un primo momento sarebbe potuta sembrare vittima del marito ed ignara dei suoi affari sporchi, appare invece come parte integrante e attiva della famiglia. Tanto che il Gip Filippo Serio firma un’ordinanza di custodia cautelare con accusa di associazione mafiosa e le viene contestata l’attività di traffico di stupefacenti. Di lei parla anche il pentito Alessio Puccio che la riconosce in una fotografia. “È la moglie di Giuseppe Incontrera – dice – oltre a sapere tutto del marito, dei settori nei quali opera e della piazza di spaccio, delinque lei personalmente, è una cunsuma casate…”.

L’adesso vedova Incontrera viene intercettata in diverse occasioni; il marito si trovò ad affrontare una consegna di droga inferiore rispetto al dovuto. “Ho perso cinque grammi di cosa… Non lo so… dico, giusto?”, dice ai presenti, fra i quali l’autore della consegna, che assicura (“Ti giuro ai bambini…”) di averla portata “per come me l’hai data”. A quel punto, l’intervento della moglie del boss, che consiglia al marito di “tagliare” la droga – “Mettici il taglio nella cosa” – per aumentarne la quantità. E poi ammonisce l’autore della consegna: “Sì, però non deve più succedere, perché mio marito va sotto così”.

Nel gennaio del 2020 i Carabinieri intercettano la coppia durante le fasi di confezionamento della droga. “Non sdivacare… Non la sdivacare… il sacchetto trasparente devi prendere e lo metti qua… Non la mettere questa qua, stai ferma per come sei, leva qua…”, le diceva dando alla moglie indicazione precise sul da farsi. La moglie diceva: “Questa a chi gliela devi dare? Questo è pronto… Ma poi perché gli si mette il tappo…?”.

Il ruolo di Maria Carmelina Massa

In un’altra intercettazione, invece, la donna si occupa insieme al marito di contare e dividere i soldi in cassa per i carcerati, le loro famiglie e anche per pagare gli stipendi ai picciotti impegnati nello spaccio. Massa annotava tutto nel libro della contabilità, come la più seria delle aziende. Secondo l’accusa la signora Incontrera, inoltre, non si sarebbe limitata ad aiutare il marito, ad organizzare incontri per lui con altri affiliati, ma avrebbe anche partecipato a numerose riunioni. Spesso consigliava il marito, che teneva conto di quanto detto dalla moglie.

Non è certo la prima volta che all’interno del clan di Porta Nuova emerge il ruolo da protagonista delle donne. Nel 2015 venne arrestata Teresa Marino, moglie di Tommaso Lo Presti detto “il pacchione”; anche in quel caso le indagini portarono alla luce il ruolo di cassiera “della famiglia” svolto dalla donna, che in seguito all’arresto del marito, nel 2014, ne prese quasi totalmente il posto. Le donne di mafia oggi quindi non sono più solo le supplenti dei mariti o dei fratelli assenti, ma diventano sempre più protagoniste nella vita criminale in seno a Cosa Nostra.

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