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Palazzo Abatellis, al via il restauro di un trittico medievale a fondo oro


Marianna La Barbera

L'opera sarà esposta nella Sala VIII dell'antico palazzo nobiliare situato a Palermo in via Alloro

Custodito nei depositi di Palazzo Abatellis, il trittico tardo medievale che raffigura l’Incoronazione della Vergine tornerà a risplendere. Ha preso il via, infatti, il restauro dell’opera a fondo oro, proveniente dalla Chiesa di San Pietro La Bagnara, uno degli edifici di culto più ricchi di storia a Palermo, nei pressi del Castello a Mare alla Cala, distrutto nel 1834. I lavori, iniziati sabato 6 febbraio, consentiranno il risanamento del trittico e il recupero della leggibilità, nel rispetto dell’istanza storica.

MECENATISMO E ART BONUS

Il pregevole trittico nascerà a nuova vita grazie al mecenatismo dei marchesi Annibale e Marida Berlingieri. La nobile coppia capitolina è molto nota – e amata – in città per avere restituito l’originario splendore a Palazzo Mazzarino, edificio seicentesco a pochi passi dal Teatro Massimo, ereditato e restaurato.

Annibale e Marida Berlingeri
I marchesi romani Berlingieri

Nel caso del trittico, i due collezionisti d’arte hanno scelto di avvalersi dell’Art Bonus.

Si tratta del credito d’imposta – introdotto dal D.L. 31.5.2014 e convertito nella Legge 106 del 2014 – che favorisce le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

A curare il restauro sarà il professore Franco Fazzio, uno dei più autorevoli professionisti del settore in Sicilia, esperto nella pittura medioevale su tavola, che ha redatto il progetto di intervento. Si occuperanno della direzione dei lavori le storiche dell’arte Evelina De Castro, direttrice della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, e Valeria Sola.

IL DIPINTO

Databile agli inizi del Quattrocento, raffigura nello scomparto centrale un’Incoronazione della Vergine, tema iconografico fortemente diffuso a partire dal Duecento.

Gli scomparti laterali mostrano i Santi Pietro e Paolo.

Sui pilastrini, compaiono numerosi Santi, sulla predella una Pietà e nelle cuspidi un’Annunciazione e una Trinità. Un primo, parziale restauro dell’importante trittico risale al 1953, in occasione della preparazione della mostra su Antonello da Messina, ma non fu selezionato.

A conclusione del restauro l’opera sarà esposta nella Sala VIII, che ospita i polittici medioevali. “Essa – spiega l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà – costituisce un ulteriore tassello nel panorama dell’ambiente artistico a Palermo e nella Sicilia occidentale degli inizi del XV secolo”.

Un periodo caratterizzato da importazioni di pittura prevalentemente toscana e atelier di artisti stabilmente presenti e attivi, interpreti di una cultura figurativa ricca di influenze nelle varie declinazioni.

L’ INIZIO DEI LAVORI

L’avvio dell’intervento, trasmesso in diretta facebook, ha visto la presenza di Alberto Samonà e di Gaetano Armao vice presidente della Regione Siciliana e assessore all’Economia.

Tra i partecipanti, anche Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e Manlio Mele, coordinatore regionale del Dipartimento dei Beni Culturali del Partito Democratico che ha favorito i contatti fra i mecenati e la Galleria Regionale.

PALAZZO ABATELLIS

Splendido esempio di architettura gotico-catalana, risale alla fine del XV secolo.

L’edificio fu la residenza di Francesco Abatellis, Maestro Portulano e pretore del Regno di Sicilia.

Palazzo Abatellis sorge in via Alloro, nel quartiere Kalsa

Alla sua morte, la moglie Eleonora Soler vi fondò il monastero femminile di Santa Maria della Pietà.

La nuova destinazione d’uso richiese alcuni interventi strutturali, come la costruzione di una cappella e in seguito della attigua Chiesa di Santa Maria della Pietà.

Il palazzo subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale e fu restaurato negli anni cinquanta, quando la Soprintendenza ne fece una Galleria d’arte medievale.

Le sale ospitano numerose opere di artisti quali Pietro Novelli, Antoon Van Dyck, Domenico e Antonello Gagini, Filippo Paladini e Vito D’Anna.

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