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Palermo, sequestrato ex impianto sportivo comunale ridotto a discarica abusiva


Redazione

Si tratta struttura sita in via Cavalieri di Vittorio Veneto n. 14. Le indagini, scaturite dalla segnalazione di un consigliere di circoscrizione, hanno consentito di ipotizzare profili di responsabilità penale in ordine al reato di cui all'art. 256 D.LGS 152/06 di organi burocratici di vertice del Comune di Palermo

PALERMO

Sequestrato l’ex impianto sportivo comunale di via Cavalieri di Vittorio Veneto n. 14, a Palermo. Ad emettere il provvedimento, in via d’urgenza, il pubblico ministero a seguito delle indagini, coordinate dalla Procura del capoluogo, della sezione di polizia giudiziaria della polizia municipale.

Il sequestro dell’ex impianto di circa 2000 mq è avvenuto lo scorso 22 dicembre. La struttura, acquisita al patrimonio comunale, è stata gestita in forza di atto concessorio da un’associazione sportiva fino a tutto il 2017. Dal 2018, rientrato nel pieno possesso della municipalità, è stato abbandonato all’incuria.

Palermo, l’ex impianto sportivo di via Cavalieri di Vittorio Veneto

Così, l’ex impianto è diventato una discarica di rifiuti speciali e pericolosi, nonché rifugio per tossicodipendenti. Diversi gli atti vandalici che lo hanno inoltre gravemente danneggiato.

Un esposto presentato da un consigliere di circoscrizione ha portato così alle indagini della polizia giudiziaria. Queste hanno consentito di ipotizzare profili di responsabilità penale in ordine al reato di cui all’art. 256 D.LGS 152/06 di organi burocratici di vertice del Comune di Palermo. Infatti, nonostante numerose sollecitazioni, sia pubbliche che private, non si è proceduto a nessuna iniziativa per preservare l’immobile dal degrado, dal vandalismo e dalla riduzione in discarica abusiva anche di rifiuti pericolosi.

Nella giornata di ieri, 9 gennaio, inoltre gli agenti della Sezione di polizia giudiziaria hanno riscontrato che tutti i sigilli apposti lungo il muro di cinta dell’impianto sono stati illecitamente rimossi e asportati. A distanza di due settimane, dunque, la situazione di pericolo è rimasta. Si è pertanto proceduto a riopporre i sigilli e intensificare la vigilanza. Sono in corso inoltre ulteriori attività investigative dirette ad individuare i responsabili di tale ultima azione criminosa.

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