Home Dall'Italia Pressing delle Regioni per cambiare i dati e non finire in arancione

Pressing delle Regioni per cambiare i dati e non finire in arancione


Pippo Maniscalco

Le Regioni spingono per sollecitare l’eliminazione dei positivi senza sintomi dalla conta quotidiana dei contagiati, e di ripensare i dati sulle ospedalizzazioni

Le Regioni sono in pressing sul Governo per alleggerire ulteriormente le regole per i vaccinati contro il Covid. Mirano ad ottenere una modifica di alcuni parametri, allontanando così lo spettro della zona arancione o, peggio ancora, rossa. Per porre un freno ai cambi di colore la partita delle Regioni è rivolta anche ai positivi asintomatici. La richiesta dei territori al Governo è di eliminare dal conteggio dei casi giornalieri e dei ricoverati i contagiati senza sintomi. Inoltre c’è il fronte delle quarantene.

Chi è vaccinato e sta bene potrebbe essere esentato dall’obbligo di tampone e vedersi ridotto l’isolamento di sette giorni. Ma c’è anche chi si spinge a sollecitare dalla quotidiana conta dei contagiati l’eliminazione dei positivi senza sintomi, assieme ad un ripensamento dei dati sulle ospedalizzazioni. Tutto ciò sarà al parere del Comitato tecnico-scientifico che si riunirà oggi. A quanto riporta il quotidiano La Stampa, la maggior parte degli esperti sarebbe schierata a favore di un allentamento.

LA LOMBARDIA GIÀ DISTINGUERÀ LE PATOLOGIE DEI RICOVERATI

Fra le Regioni italiane la Lombardia conta il maggior numero di ricoverati positivi in terapia intensiva, 253, e nei reparti ordinari, 3.317. Per questo ha fatto da capofila alle altre Regioni nel chiedere al ministero della Salute di non conteggiare come ricoveri Covid i pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi risultati positivi. Questa distinzione serve per “dare una rappresentazione più realistica e oggettiva della pressione sugli ospedali”. Il messaggio è che non tutti i ricoverati con il Covid sono in ospedale per il Covid.

Anche se ogni ricoverato positivo costringe le strutture ad approntare spazi e percorsi separati. La Regione lombarda lo scorso 10 gennaio ha inviato una circolare agli ospedali, comunicando che da oggi, venerdì 14 gennaio, pur continuando a dare ancora il numero totale dei ricoverati positivi, “sarà in grado di distinguere quali afferiscono direttamente a una patologia Covid-dipendente (polmoniti e gravi insufficienze respiratorie)” e quali no. E le altre Regioni sono pronte a seguirla.

DA RIVEDERE IL CONTEGGIO DEI POSITIVI

Anche il sistema del conteggio dei positivi è da rivedere. Lo ha spiegato il presidente della Regione veneta Luca Zaia. «Noi abbiamo avanzato per primi la proposta di non contare gli asintomatici tra i positivi ─ ha detto ─. L’Ecdc, European Centre for Disease Prevention and Control, massimo organismo europeo sulla pandemia, dà già come indicazione di valutare solo i sintomatici. Tant’è vero che io, non più tardi di una decina di giorni fa, ho proposto al Governo in riunione di modificare la definizione di caso. Non è più chiunque passi per strada, ma è il sintomatico». Sulla stessa posizione il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ed invoca la semplificazione pure il governatore ligure Giovanni Toti, che parla di “pandemia burocratica”. E propone: «Il Governo decida al più presto di tamponare solo i sintomatici, altrimenti non saremo travolti dai malati ma dalle carte e dai tamponi».

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