Home Cronaca Rifiuti, Rap spiega i motivi dell’emergenza e le soluzioni per Palermo

Rifiuti, Rap spiega i motivi dell’emergenza e le soluzioni per Palermo


Pietro Minardi

Durante la conferenza stampa, l'Amministratore Unico della partecipata Girolamo Caruso ha esposto il quadro della crisi vissuta dal capoluogo siciliano.

L’amministratore unico di Rap Girolamo Caruso, ha tenuto una conferenza stampa presso la sede istituzionale dell’azienda sita in piazzetta Cairoli per spiegare le motivazioni che hanno portato all’accumulo di diverse tonnellate di rifiuti fra le strade di Palermo. Presente anche il direttore generale Roberto Li Causi, mentre era collegato in conference call l’assessore al Ramo Sergio Marino. Fra i temi trattati anche quelli relativi allo sviluppo tecnologico del polo di Bellolampo, alle carenza di organico della società e alla gestione del tema dei rifiuti ingombranti.

LE PAROLE DI GIROLAMO CARUSO (RAP)

Girolamo Caruso, Amministratore Unico Rap
Nella foto Girolamo Caruso

Girolamo Caruso è partito nell’analisi delle criticità di Rap da uno dei temi caldi nel rapporto con i sindacati, ovvero le carenze di personale. “Quest’azienda cerca di fare al meglio quello per cui è pagata, ovvero tenere pulita la città. Siamo un’azienda fragile. Da dicembre abbiamo 100 operai in meno, 40 autisti in meno. Solo che per guidare i mezzi serve il patentino cqc, che l’azienda sta cercando di far prendere ad alcuni dipendenti per far fronte all’emergenza. L’azienda ha poi 120 inidonei, di cui 27 autisti. Tra quest’ultimi, abbiamo 10 “miracolati” che torneranno in servizio. Con tutte queste manovre, a medio-lungo termine non vedo più momenti di crisi. Abbiamo stabilito inoltre di avvalerci di interinali, che ci serviranno per colmare sia carenze di autisti che di operai“.

Buchi di personale resi attraverso la cruda esposizione dei numeri. I ranghi di Rap possono contare su 1665 dipendenti, di cui 208 sono destinati alla gestione della raccolta indifferenziata; 272 alla differenziata; 241 alla spazzatura e ai cestini e 230 alla guida dei mezzi. Poi bisogna considerare anche i sopracitati 120 inidonei e il personale addetto a ruoli amministrativi e di raccordo. Quando è nata l’azienda, ovvero nel 2013, la partecipata poteva invece contare su 2370 dipendenti. Numeri che invitano a riflettere sulla necessità di nuove assunzioni in Rap.

SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Altro tema caldo è quello della raccolta differenziata, sulla quale Caruso ribadisce l’esigenza di puntarvi, ma a patto di rispettare la stabilità economica dell’azienda. “Il sindaco ci chiede di espandere la raccolta differenziata il più possibile. Ad oggi però abbiamo soltanto 272 dipendenti per una platea di 200.000 persone. Se espandiamo a tutta la città, tale numero risulta insufficiente. Sui pagamenti, checchè ne dica il cittadino medio, è ovvio che nel momento in cui il Comune mi dà i soldi che mi deve dare (extracosti per 23 milioni di euro), ho un bilancio in attivo. Non è questo grande utile, ma lo è“. I dati ISPRA sul tema non sono certamente confortanti: al momento Palermo si attesta soltanto al 19%, che sale al 29% considerando la Provincia.

Noi auspichiamo che il Pef Tari 2020 venga approvato il prima possibile. Se poi lo si spalma sui tre anni, a noi questo non interessa. Il dato che ci interessa è che nel 2021 gli extracosti saranno zero. Questo perchè abbiamo trovato una soluzione a Bellolampo, ovvero di abbancare rifiuti fino a febbraio. E la settima vasca che sta realizzando la Regione sarà per quel periodo al 30-40%. Noi stiamo diventando i proprietari di Bellolampo. Noi così non rischiamo di avere un immondenzaio strada strada“.

INGOMBRANTI E CATASTE DI RIFIUTI

Altro problema riguarda le enormi cataste di rifiuti che si trovano nelle zone periferiche della città. Discariche a cielo aperto dal forte impatto ambientale, soprattutto quando vengono generati roghi su di esse. “Il problema è ambientale e culturale, perchè non penso che a Milano il cittadino butti il sacchettino in strada. Noi tendenzialmente non siamo portati a programmare, sappiamo superare le emergenze. A me questi segnali che stavamo viaggiando in una zona strana non mi sono arrivati. Ed ecco perchè volevo una riorganizzazione dell’azienda. Qualora dovesse ripetersi, non avrei problemi a dimettermi. Io a 120 inidonei non ci sarei arrivato, ma li ho trovati. Abbiamo fatto in modo di recuperarne alcuni“.

I numeri della raccolta e degli interventi straordinari parlano chiaro. “Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo raccolto 100.000 ingombranti, di cui 72.000 abbandoni. Il numero di interventi è passato da 4100 a 7700 di quest’anno. Passando alle bonifiche, a Palermo basta dare il là. Bastano 2-3 sacchetti per far formare la discarica. L’unica notizia interessante è che gli accessi ai centri di raccolta sono aumentati vistosamente. Da 12.400 accessi del 2020 siamo passati a 17.800 del 2021. La raccolta degli ingombranti a domicilio non ha invece subito un upgrade interessante. Altri due centri di raccolta vedranno la luce (via Basile e piazzale Giotto). Vorremmo affidare fuori il servizio degli ingombranti abbandonati, cedendo il servizio a terzi. E’ ovvio che si affido il servizio ai privati, è chiaro che dico io dove andare“.

CONTROLLI E TELECAMERE

Sulle telecamere c’è un sogetto padrone di tutto, ovvero i vigili urbani, con un soggetto che si occupa dei collegamenti, ovvero Sispi. Noi ci limitiamo a segnalare le zone che secondo noi sono più soggette ad abbandoni. Ad oggi abbiamo soltanto sette telecamere. L’obiettivo è quello di potenziare questo sistema. Ho parlato con il comandante dei vigili urbani, che mi ha detto che c’è una gara d’appalto per 500 telecamere“.

MARINO: “TENDENZIALMENTE FAVOREVOLE AD ASSUNZIONI”

Intervenuto in conference call, l’assessore al Ramo Sergio Marino ha spiegato il punto di vista dell’Amministrazione Comunale. “Il presidente vi avrà sicuramente detto che abbiamo fatto un pò il punto della situazione sullo stato di Palermo. Abbiamo stabilito una strategia condivisa. Noi abbiamo firmato un controllo di servizio con Rap, che dovrebbe essere attuato, in cui non sono inseriti gli ingombranti. Sulla carta, l’azienda potrebbe rifiutarsi di raccogliere gli ingombranti. O noi indeboliamo una struttura già fragile, ovvero facciamo ricorso senza aggravio per i cittadini a soggetti che puliscano la città. L’unica cosa possibile che fanno tutti i Comuni è aumentare la Tari. Noi per evitare ulteriori aggravi, abbiamo eleborato dei progetti“.

Fra questi ve ne è uno da 50 milioni di euro per potenziare la raccolta differenziata. Al di là delle telecamere, andiamo a fare i controlli nelle zone di confine. Sono d’accordo che bisogna togliere i cassonetti da queste zone. Tendenziamente sono favorevole alle assunzioni in Rap, tenendo conto anche dei bilanci. Io credo che se rendiamo un servizio migliore, convinceremo il cittadino a dare un contributo in più a fronte di una città pulita. Bisogna assumere in Rap”.

Non credo che Reset e Coime possano occuparsi degli ingombranti, hanno già criticità enormi. Io credo che, prima di realizzare un impianto per gli ingombranti, sia cedere il servizio ai privati. Sono passati 7-8 anni dall’acquisto di Rap. Abbiamo acquistato un’azienda fallita dove non c’erano nemmeno i sacchetti da dare agli spazzini. Oggi non ha più quelle carenze. Certo, se il personale va in pensione o finisce il servizio, è un problema che va affrontato“.

GIACONIA (AVANTI INSIEME): “NO A LAVORATORI INTERINALI IN RAP”

Apprendo con stupore le dichiarazioni dall’Amministratore Unico della Rap rilasciate oggi alla stampa circa le intenzione che avrebbe l’azienda di avvalersi di lavoratori interinali per colmare la carenza di personale, invece di risolvere in modo strutturale dando attuazione al piano del fabbisogno di personale, che la stessa azienda nel 2019 ha presentato al Comune con relativa certificazione di capacità assunzionale, che prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 200 unità nel triennio 2019/2021, approvato dalla Giunta Municipale con delibera n.178 del 28 ottobre 2019. Non è ancora chiaro se, quanto dichiarato dall’Ing. Caruso, è stato concordato prima con il socio unico Comune di Palermo oppure no.

Lo dichiara Massimo Giaconia, consigliere comunale del gruppo “Avanti Insieme”.

In ogni caso, se dovesse essere confermata questa linea, risulterebbe incoerente con la volontà politica del socio unico e della stessa azienda, espressa nei contenuti della predetta delibera di giunta, che come è noto, contiene tra l’altro un atto d’indirizzo del Sindaco con il quale dispone che, nell’effettuazione di percorsi di selezione per il reclutamento del personale si sarebbe dovuto procedere prioritariamente attingendo alle professionalità ed ai profili nel bacino complessivo del personale occupato nelle società partecipate dal Comune, ovvero, attraverso la mobilità interaziendale, che avrebbe dovuto portare in Rap, già un anno e mezzo fa, 94 dipendenti dalla Reset“.

“Spero in un intervento del Sindaco e dell’Assessore Marino, affinché l’azienda si attenga alle indicazioni contenute nella delibera di giunta, che consentirebbero alla Rap di avere subito a disposizione 94 operai e inoltre la possibilità di avviare contestualmente percorsi di selezione con avviso pubblico per il reclutamento di un centinaio di unità lavorative, proprio come prevede il piano del fabbisogno di personale 2019/2021.”

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