Home Dall'Italia Sanità Calabria, ex questore di Palermo Guido Longo è il nuovo commissario

Sanità Calabria, ex questore di Palermo Guido Longo è il nuovo commissario


Redazione

Guido Longo succede a Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio. La sua nomina oggi pomeriggio, al termine di una seduta lampo del Cdm

Guido Longo

E’ Guido Longo il nuovo commissario straordinario del servizio sanitario della regione Calabria. Il Consiglio dei Ministri ha nominato il prefetto originario di Catania per cercare di quadrare un cerchio abbastanza deformato per gli imbarazzi di questo mese. Longo, questore di Palermo dal 2015 al 2017, è il prescelto dal governo Conte. Una riunione lampo, durata praticamente il tempo necessario per la nomina.

Il comunicato del Consiglio dei Ministri

Così recita l‘ultimo comunicato del Consiglio dei Ministri, che si è riunito alle 18 circa di oggi a Palazzo Chigi. «Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il Ministro della salute Roberto Speranza … ha deliberato la nomina del prefetto Guido Nicolò Longo a commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria».

Guido Longo, ex questore di Palermo

“Un atto d’amore verso la Regione in cui mi sono formato professionalmente”

Guido Longo, catanese d’origine, negli ultimi anni è stato il vertice delle questure di Reggio Calabria, Caserta e Palermo. Fu proprio Palermo il suo trampolino di lancio. Lasciò piazza della Vittoria per la promozione a prefetto di Vibo Valentia, suo ultimo incarico dove è rimasto per un anno fino a maggio del 2018, andando poi in pensione. Adesso la nuova chiamata, un incarico delicato ma che sarà di certo alla sua portata. Un’eredità pesante, a tratti imbarazzante della quale hanno pagato pegno Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio. “Ho accettato (l’incarico, ndr) come atto d’amore verso la Calabria“, ha detto, “la Regione in cui mi sono formato professionalmente come funzionario di polizia. Il mio è anche un dovere istituzionale verso il governo, che mi ha scelto e che ringrazio”.

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