Sicilia: Giunta regionale tutta al maschile? Fondazione Bellisario dice no

Il governo Musumeci si è preso del tempo per decidere definitivamente sul cambio Grasso-Zambuto

Giunta

fondi comunitari

Polemiche in queste ore sulla decisione presa dalla Regione Sicilia nella notte di sostituire nella Giunta l’unica assessora donna Bernadette Grasso con Marco Zambuto; quest’ultimo trombato alle ultime amministrative di Agrigento.

Grasso si occupava di Autonomie locali e Funzione pubblica. Con questo cambio, la Sicilia si prende il primato italiano della Regione con più maschi, 12 assessori tutti uomini. Solo il Molise ha una giunta tutta al maschile, ma meno della metà rispetto a quella siciliana: infatti sono 5 gli assessori. Le diverse critiche da parte del mondo politico hanno spinto il governo Musumeci a posticipare la decisione definitiva.

LE REAZIONI

Ho fatto il mio dovere fino all’ultimo e sono soddisfatta dei risultati ottenuti, dopodiché, io faccio parte di un gruppo. Stop”. Il commento dell’assessora Grasso che non si è sbilanciata su questo possibile cambio di guardia.

“E’ davvero incomprensibile come, alle soglie del 2021 e con tante battaglie condotte in favore di una cultura della parità di genere da parte nostra e di tutta la società civile, si possa ancora pensare a un presunto rimpasto della giunta regionale siciliana, senza prevedere la presenza delle donne. Per questo diciamo no, con forza e determinazione, ad una giunta regionale siciliana tutta al maschile.

“Apprezziamo il fatto che al momento sia stata posticipata la decisione di sancire questa scelta ed è proprio per questo motivo che intendiamo rimarcare la necessità di ripensare alla possibilità concreta che le quote di genere siano prese in considerazione in questo governo. In Sicilia abbiamo Donne di altissimo profilo politico che certamente potrebbero rappresentare una risorsa ottimale per una gestione che rivendichi quello per cui da sempre ci battiamo, ovvero una cultura paritaria in ogni ambito. Soprattutto quello politico. Auspichiamo dunque fortemente un ripensamento da parte del governatore Musumeci, certe che comprenda il valore culturale della sua scelta”. Queste le parole congiunte di Lella Golfo, Presidente Nazionale della Fondazione Bellisario e Marcella Cannariato, referente Sicilia e membro dell’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia.