Home Dal resto della Sicilia Suicidio sventato in carcere, Antigone Sicilia: “Disagi da attenzionare”

Suicidio sventato in carcere, Antigone Sicilia: “Disagi da attenzionare”


Redazione

Qualche giorno fa i rappresentanti dell'Osservator­io carceri di Antigo­ne, Pino Apprendi e Francesco Leone, hanno visitato le​ carceri​ di Caltanissetta, Sciacca e Trapani, insieme alla deputata Rosalba Cimino del Mo­vimento 5 Stelle.

suicidio

Un tentativo di suicidio nella casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani offre lo spunto per focalizzarsi sulla situazione, spesso critica, delle carceri siciliane. A sottolineare tali aspetti sono i rappresentanti dell’Osservator­io carceri di Antigo­ne, Pino Apprendi e Francesco Leone; questi, giusto qualche giorno fa, hanno visitato le​ carceri​ di Caltanissetta, Sciacca e Trapani, insieme alla deputata Rosalba Cimino del Mo­vimento 5 Stelle.

“Maggiori disagi per detenuti extracomunitari”

Segnalato, in particolare, “il maggiore disagio, dei detenuti extracomunitari, che molto spesso sono in Sicilia​ senza famiglia, con tutta una serie di difficoltà dovute alla mancanza dei colloqui; alle difficoltà dell’acquisizione di vestiario, l’impossibilità di comunicare i propri problemi di salute e​ sopratutto l’assenza dei mediatori culturali, cosa che rende la permanenza in cella grande tensione, che si scarica spesso nei rapporti con la Polizia Penitenziaria, la vera interfaccia del detenuto”.

Così si legge in una nota firmata da Pino Appre­ndi, presidente di An­tigone Sicilia. “La stampa oggi ha dato notizia del tentativo di suicidio di un detenuto extracomunitario – prosegue il testo -. Un sincero plauso va al personale della Polizia penitenziaria di Trapani per avere letteralmente salvato, da sicura morte per impiccagione, la vita ad un detenuto magrebino. Il carcere è​ una parte della Città e come tale va attenzionato”.

Trapani, il suicidio sventato

Nel pomeriggio di ieri, 5 novembre, un detenuto di origini maghrebine ha tentato di uccidersi nel carcere trapanese. L’uomo ha cercato di impiccarsi, ma l’intervento di un agente della polizia penitenziaria lo ha salvato dalla morte.

“Solo grazie alla competenza dell’operatore di polizia penitenziaria addetto alla vigilanza del piano detentivo, si è evitato il peggio. Infatti ha velocizzato la propagazione dell’allarme, togliendo il cappio dal collo, praticando senza indugio il massaggio cardiaco al detenuto privo di sensi”. Così ha riferito Gioacchino Veneziano, segretario generale della Uilpa.

L’arrivo di altro personale e dello staff medico dell’Asp di Trapani ha infine completato il quadro dei soccorsi. “Non possiamo che complimentarci con il poliziotto del Pietro Cerulli di Trapani – prosegue il sindacalista – che senza ombra di smentita ha messo in campo non comuni doti di coraggio; freddezza e capacità d’intervento. Questo intervento ha confermato la grande professionalità della polizia penitenziaria che anche sotto attacco mediatico, pur con gravi lacune di organico, con la mancanza di un direttore in pianta stabile, del comandante del nucleo operativo del servizio traduzioni e piantonamenti in servizio effettivo, riesce a garantire il mandato costituzionale ed istituzionale alla società”.

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