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Toni Saetta, l’uomo che amava volare e non sapeva dire di no alla vita


Marianna La Barbera

Il commosso ricordo dell'editore palermitano nelle parole di Valentina Frinchi, da lui "battezzata" scrittrice

Sono trascorsi più di tre mesi dalla scomparsa – improvvisa – di Toni Saetta.
L’editore palermitano ha battezzato numerosi scrittori, intuendone il talento e le potenzialità.
Senza dubbio, uno dei suoi più grandi meriti umani e culturali, oltre alla pubblicazione di opere e libri di pregio.
Tra i ricordi più intimi e affettuosi, svetta per intensità quello di Valentina Frinchi.
“La signora degli eventi” – così viene definita, per le sue peculiarità comunicative e capacità professionali – rivolge a Toni Saetta parole cariche di gratitudine.
Vale la pena di leggerle, in memoria di un uomo che è rimasto nel cuore di tantissimi.
All’editore e all’amico appassionato di vita“: ovvero, a colui che l’ha resa scrittrice.

Un’immagine che racconta l’amicizia e la complicità tra Toni e Valentina

IL “BATTESIMO” LETTERARIO

“Lui, Toni Saetta – spiega Valentina Frinchi – è stato per me un intuitore di sentimenti”.
Fu proprio lui a invitarla a scrivere un libro, guardandola negli occhi.
“Dai, scrivi un libro!”.
“E io – ricorda – che fino a quel momento i libri li avevo solo letti, esclamai: un libro?!?”.
“Lui mi spiegò – aggiunge – che avevo il cuore che mi scoppiava di passione”.
Da qui, l’invito a trasmettere agli altri il sapere di Valentina in materia di musica.
Nacque così “Parlami di musica…e non andare via” .
Un viaggio tra le epoche generazionali, dal rock progressive al jazz, edito da Qanat Edizioni, la “creatura” di Toni Saetta.
Protagonista, il fermento culturale di Palermo nel ruolo di città autrice di fenomeni che hanno lasciato un segno indelebile.
Nei ricordi di ognuno e nella storia collettiva.

UN ‘ESPERIENZA INDIMENTICABILE

“Scrivere questo libro – spiega l’autrice – è stato per me un grande studio , accompagnato da una buona ricerca”.
E dal prestigio di essere diventata detentrice di testimonianze esclusive.
Insomma, un’esperienza indimenticabile.
“Ho ascoltato storie e vissuto momenti dalla forte identità – racconta – come se ci fossi realmente stata”.
“Non dimenticherò mai i grandi artisti – sottolinea Valentina Frinchi – che in me hanno ritrovato il desiderio di raccontarsi”.

Un viaggio musicale tra vari generi, attraverso le epoche generazionali
Un viaggio musicale tra vari generi, attraverso le epoche generazionali

“Il contenuto è il racconto dei miei incontri con i nomi più significativi del panorama palermitano – afferma – considerando un periodo storico di cui potessi averne memoria”.
Il retro di copertina di “Parlami di musica…e non andare via” è una testimonianza di affetto all’uomo e all’editore.
“Dal contenuto si legge quanta passione ci abbia legato – prosegue l’autrice – un sentimento che rimarrà nei cuori di chi è rimasto in memoria di un uomo affamato di vita“.

UN SOGNATORE CHE AMAVA VOLARE

“Con il suo entusiasmo unico e toccando il centro del mio cuore – ricorda ancora Valentina Frinchi – mi battezzò scrittrice di una cosa che è parte di me e parte di lui”.
L’autrice lo descrive come “un appassionato di sogni, un uomo che amava volare e detestava poggiare i piedi per terra“.
Toni voleva abbracciare tutti i sogni di chi si avvicinava a lui, pur sapendo che non per tutti c’era spazio.
Ma “no” non lo sapeva dire.
I ritmi frenetici della sua vita sono racchiusi nel ricordo amorevole di Valentina.
“Con un mazzo di chiavi legato alla cinta dei suoi pantaloni – racconta – correva da un posto all’ altro dimenticando persino di mangiare”.
Non c’era tempo neppure per pensare.

UNA VITA DI SFIDE

Chi ha conosciuto bene Toni, sa quanto fosse timido.
Non amava parlare in pubblico.
Preferiva comunicare con i pezzi di quel mosaico che era Qanat Edizioni.
Un incrocio di successo tra passione artigianale, piccola imprenditoria ed editoria di qualità.
Quella che ha segnato, appunto, il debutto letterario di Valentina Frinchi.
Gli interlocutori di Toni Saetta erano proprio i suoi autori: figli, fratelli, compari.
C’è un frammento di vita che Valentina Frinchi racconta con particolare gratitudine.
Lo scenario è quello della rassegna “Una Marina di Libri“.
“Mi accorsi – ricorda – che parlava della mia storia ad un promettente scrittore: lo guardai con intensa commozione, pensai quanto animo buono ci fosse in lui”.
Malgrado una vita che aveva conosciuto l’infelicità , le sconfitte, le delusioni.
Dolori che, però, non lo avevano privato della voglia di crederci, sempre e comunque.
Toni Saetta era nato per ricominciare, e per mostrare agli altri che era sempre possibile rialzarsi e voltare pagina.
Una miriade di volte.

LA PATERNITÀ, TRA GLI ANNI GIOVANILI E L’ETÀ MATURA

Nel commosso ricordo di Valentina Frinchi c’è spazio per uno dei capitoli più belli della vita di Toni.
L’essere padre, esperienza compiuta in due età diverse.
Giorgio era il figlio avuto in gioventù, che lo aveva reso pure nonno.
In un’età che avrebbe potuto significare abitudini consolidate e tranquillità, la vita lo sconvolse.
Una giovane moglie e un altro figlio in arrivo, Riccardino.
Sorprese inaspettate, per un uomo già con i capelli bianchi.
La felicità era in agguato, ma non camminava da sola.
La morte bussò proprio quando aveva ripreso a sognare in grande, all’insegna di una leggerezza che arriva solo dopo molti travagli.
In mezzo a una caterva di libri: non avrebbe potuto andare via diversamente, Toni Saetta.

CONCLUSIONI

“Toni, ti voglio bene”.
“Grazie per quello che mi hai donato”.
“Io non ti dimenticherò mai, sul serio, vedrai”.
“Toni, fai un bel sonno e senza stress”.
“Tua per sempre, Valentina”.

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