Operazione “Vento 2”, tra gli arrestati la moglie di Incontrera e il padre di Burgio: tutti i nomi

Il padre del ragazzo ucciso alla Vucciria un anno fa era pronto alla vendetta, una volta uscito dal carcere

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Sono 12 in totale gli arrestati nell’operazione “Vento 2” che ha colpito il mandamento mafioso di Porta Nuova a Palermo. In carcere sono finiti  Giuseppe Auteri 47 anni, Nicolò Di Michele 32 anni, Filippo Burgio, Salvatore Incontrera, già in arresto nel blitz di una settimana fa. Ai domiciliari invece Giuseppe D’Angelo 28 anni, Massimiliano D’Alba 31enne, Antonino Fardella 41 anni, Gaetano Verdone (50enne), Francesco Verdone (33 anni), Marco Verdone (30), Angelo Costa 29 anni e Maria Carmelina Massa 43 anni. 

Filippo Burgio, 50 anni, è il padre di Emanuele, il ragazzo ucciso nel quartiere Vucciria un anno fa. Sarebbe dovuto uscire proprio oggi dal carcere dove ha scontato una pena per associazione mafiosa ed estorsione, ma dalle indagini dei Carabinieri è emerso che Filippo era già pronto a vendicare la morte del figlio. In manette è finita anche la moglie di Giuseppe Incontrera, Maria Carmelina Massa. Il marito, boss emergente del mandamento è stato ucciso a colpi di pistola il 30 giugno alla Zisa da Salvatore Fernandez. La donna avrebbe aiutato il coniuge nella gestione dei traffici di droga e nella cassa del mandamento. 

OPERAZIONE VENTO 2: LA GESTIONE DEL TRAFFICO DI DROGA

Le indagini del Nucleo Investigativo di Palermo hanno permesso di ipotizzare, a carico degli indagati, gravi indizi in ordine ai delitti di: partecipazione all’associazione mafiosa operante nel mandamento di Palermo Porta Nuova; associazione finalizzata al traffico di stupefacenti gestita, in tutta la sua filiera (dalle fasi di approvvigionamento all’ingrosso allo spaccio al minuto sul territorio) dai vertici della struttura criminale per alimentare le casse mafiose.

L’associazione avrebbe assunto la gestione diretta di 6 piazze di spaccio, Capo, della Vucciria, di Ballarò e della Zisa (via dei Cipressi, piazza Ingastone e via Regina Bianca). Tutte capeggiate da elementi gravemente indiziati di appartenere a cosa nostracoltivazione e spaccio di stupefacenti; violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose.