Home Cronaca di Palermo Zisa, si indaga sull’omicidio di Giuseppe Incontrera: la vittima era un parente dei boss di Porta Nuova

Zisa, si indaga sull’omicidio di Giuseppe Incontrera: la vittima era un parente dei boss di Porta Nuova


Redazione PL

Le parentele di Giuseppe Incontrera, ucciso questa mattina nel quartiere Zisa, farebbero pensare a un delitto mafioso

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Nuovi risvolti nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe Incontrera, 45 anni, ucciso questa mattina in via Imperatrice Costanza, nel quartiere Zisa. Tre colpi di pistola, esplosi da soggetti non ancora identificati, non hanno lasciato scampo alla vittima. Nonostante non si conosca il movente del crimine non è escluso che possa trattarsi di un delitto mafioso, legato alle dinamiche di controllo del territorio. Incontrera, infatti, era il consuocero di Giuseppe Di Giovanni, arrestato nel 2015 e poi assolto, fratello dei boss di Porta Nuova Tommaso e Gregorio Di Giovanni. Quest’ultimo, in particolare, attualmente detenuto al 41 bis, dopo la condanna in primo grado.

A causa delle parentele di Giuseppe Incontrera, ucciso proprio a poca distanza dalla macelleria dei Di Giovanni, a indagare sul caso sarà il procuratore aggiunto Paolo Guido, a capo del pool magistrati antimafia a Palermo. Il sospetto fondato, a questo punto, è che all’origine del delitto vi siano motivazioni inerenti agli affari malavitosi del quartiere Zisa, in modo particolare legati alle piazze di spaccio. Pare che Incontrera, infatti, sarebbe stato destinato a ricoprire un ruolo importante all’interno delle organizzazioni mafiose di zona, situazione che probabilmente avrebbe creato disturbo a qualcuno.

In seguito alla sparatoria, avvenuta stamattina poco dopo le 8, si era pensato subito ad una lite per futili motivi. Sul luogo del delitto cinque proiettili, di cui tre avrebbero colpito il 45enne. Le Forze dell’ordine hanno interrogato familiari e residenti, acquisendo anche le immagini delle telecamere posizionate nei luoghi adiacenti al delitto.

Giuseppe Incontrera è deceduto una volta arrivato all’ospedale Civico, dove non sono mancati momenti di tensione con decine di parenti e conoscenti presenti. Nell’area, presidiata da Polizia e Carabinieri, non si è consentito infatti l’accesso a nessuno.

 

 

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