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Droga, 8 arresti tra Borgo Vecchio e Kalsa: i nomi


Redazione PL

Eseguiti otto provvedimenti cautelari, cinque in carcere e tre agli arresti domiciliari

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Droga a Borgo Vecchio e alla Kalsa, dove due piazze di spaccio hanno ricevuto un duro colpo grazie all’operazione dei Carabinieri che ha portato, stamani, a otto arresti. Per la precisione, si tratta di cinque persone finite in carcere e tre ai domiciliari, su provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arrestati sono accusati di detenzione e cessione, in concorso, di sostanze stupefacenti.

L’indagine costituisce l’esito di una coordinata manovra investigativa antidroga focalizzata nel contesto territoriale del mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova. Ha preso le mosse, nel gennaio 2019, dalla denuncia di Ismaele La Vardera, giornalista candidato a sindaco di Palermo nel 2017. Questi aveva infatti riferito di avere avuto un incontro con dei soggetti che, millantando il “controllo” del quartiere Kalsa, si erano resi disponibili a procacciare voti in cambio di denaro  (QUI TUTTI I DETTAGLI).

Droga a Borgo Vecchio e Kalsa: gli arrestati

L’operazione dei Carabinieri ha dunque condotto a cinque arresti in carcere. Si tratta di Ottavio Abbate, 55 anni; Antonino Abbate, 40; Francesco Paolo Cinà, 28; Pietro Abbate, 60, Ugo Mormone, 44. Arresti domiciliari invece per Salvatore Abbate, 22 anni; Marco Abbate, 23; Fabrizio Bianco, 24.

Le parole del sindaco Orlando

Plauso da parte sindaco Orlando. “Ancora una volta lo Stato conferma la sua fondamentale presenza a tutela dei cittadini palermitani con un’importante operazione che rappresenta l’ennesima e forte risposta delle Istituzioni al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti in alcune zone della città. Esprimo, dunque, un sentito ringraziamento ai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia per il lavoro d’indagine svolto durante questi tre anni”. Così ha dichiarato in una nota.

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