Home Cronaca di Palermo Ippoterapia e autismo, Comune revoca licenza prima della scadenza: “Un danno enorme per i bambini”

Ippoterapia e autismo, Comune revoca licenza prima della scadenza: “Un danno enorme per i bambini”


Michele Cusumano

La presidente dell'associazione "Cavallo Amico", Isabella Alioto: "Una cosa gravissima, alcuni bambini si sono messi a piangere"

IPPOTERAPIA

Una vigilia di Pasqua amara per l’associazione “Cavallo Amico”, e soprattutto per i 31 bambini autistici che svolgono le attività di ippoterapia presso il centro equestre della Favorita. Il Comune di Palermo, infatti, dopo aver concesso, in data 4 gennaio 2022, la proroga dell’autorizzazione ad occupare l’area, ha deciso di revocarla, senza apparenti validi motivi, con una lettera. Comunicazione pervenuta all’associazione proprio il 15 aprile, venerdì Santo che precedeva la festività pasquale.

Svolgiamo da anni questo lavoro, e da un anno lo facciamo all’interno di uno dei campi del centro equestre della Favorita – spiega intervistata da Prima Radio Isabella Alioto, presidente associazione “Cavallo Amico” -.  Un’oasi dove i bambini possono svolgere in serenità le attività. La nostra avventura iniziò 4 anni fa, quando abbiamo fatto la prima richiesta per utilizzare questa struttura, fino all’anno scorso inutilizzata, se non dal corpo della Polizia municipale a cavallo, che lì fa alloggiare i propri cavalli. La richiesta fu accettata, ma subentrò un problema legato agli alberi che toccavano i cavi dell’alta tensione. Nel frattempo, mentre attendevamo che si risolvesse questo problema ne è subentrato uno ben più grande, ovvero la pandemia Covid 19. Successivamente, superato il periodo di lockdown abbiamo potuto rifare la richiesta, accettata e autorizzata con decorrenza aprile 2021.

Il primo maggio 2021 siamo entrati così nella struttura – prosegue la presidente di “Cavallo Amico” – portando i nostri cavalli li, insieme ai bambini partecipanti. L’autorizzazione, inizialmente, era fino a dicembre 2021, poi rinnovata e nuovamente accettata per tutto il 2022. Tutto bene anche durante l’anno corrente, fino a venerdì 15 aprile, quando mi arriva una lettera di revoca da parte dell’Amministrazione comunale. Nella comunicazione, firmata dalla medesima persona che tre mesi prima aveva autorizzato la richiesta, si parla di una rimodulazione delle attività da effettuare all’interno della struttura equestre. Pertanto ci chiedono, a far data dal primo maggio, di sospendere tutte le attività ed andare via. Una cosa gravissima, e prima di tutto a danno di questi bambini autistici, per i quali i cambiamenti repentini rischiano di essere deleteri. 

IPPOTERAPIA, “CAVALLO AMICO”: “TANTE EMAIL, NESSUNA RISPOSTA UFFICIALE”

“Come Presidente dell’associazione – racconta ancora Isabella Alioto – ho inviato la mail al sindaco Leoluca Orlando, al vicesindaco Fabio Giambrone e al funzionario che ha emesso l’autorizzazione e poi l’ha revocata. Anche al capo impianto, a tutti. Risposte ufficiali, zero. Allora, insieme a un gruppo di genitori “agguerriti”, siamo andati a cercare l’assessore Sergio Marino, presso l’assessorato al verde sito a Villa Trabia. Ci hanno detto che l’Assessore non c’era, ma poi magicamente quando siamo andati via l’abbiamo visto uscire. Sarà stata una controfigura, non lo so. Resta il fatto che ci ha guardato, ci ha salutato e, sicuramente imbarazzato, è andato via. Prima di andarcene, tuttavia, ci siamo fatti protocollare la lettera che  avremmo voluto consegnargli. E grazie a ciò siamo riusciti ad avere fissato un incontro per il 27 aprile, presso Casa Natura, insieme alla Dirigente che he emesso e revocato l’autorizzazione. 

È indescrivibile la sensazione che ho provato alla vigilia di Pasqua, solo al pensiero di dovere avvisare della revoca i bambini e le famiglie – conclude amaramente Alioto -. Alcuni bambini, a cui l’ho dovuto dire personalmente in questi giorni, per volontà delle famiglie, si sono messi a piangere. Perché ovviamente parliamo di ragazzini che non hanno la stessa visione delle realtà che abbiamo noi. Nella loro testa hanno immaginato di non potere mai più svolgere le attività di ippoterapia.”

 

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