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Palermo, Placido Domingo sul palco del Massimo con “Simon Boccanegra”


Marianna La Barbera

Nei giorni scorsi il Maestro ha ricevuto da Leoluca Orlando e Marco Betta la medaglia ufficiale della Città di Palermo

Placido Domingo debutta al Teatro Massimo di Palermo con un capolavoro verdiano.
Sul palcoscenico, la grande star internazionale interpreterà “Simon Boccanegra” nello storico allestimento che porta la firma di Sylvano Bussotti.
Il Teatro Massimo rende così omaggio al grande compositore recentemente scomparso: suoi la regia, le scene e i costumi.
L’attesissimo debutto palermitano è fissato per sabato 19 febbraio alle 20:00.
L’ultima replica domenica 27 febbraio alle 17:30.
Le altre, nei giorni di domenica 20 e martedì 22 alle 18:30 e mercoledì 23 alle 20:00.
Nei giorni scorsi, il sindaco Leoluca Orlando, insieme al Sovrintendente Marco Betta, ha accolto in città il Maestro spagnolo, consegnandogli la medaglia ufficiale della Città di Palermo.

GLI INTERPRETI

Nel cuore di Placido Domingo, il ruolo di protagonista di “Simon Boccanegra” occupa un posto di rilievo.
La parte, infatti, ha spalancato le porte del repertorio baritonale al grande artista madrileno.
Una carriera fulgidissima, la sua, che lo ha visto impegnato trasversalmente nei ruoli di tenore, baritono e direttore d’orchestra.
L’opera verrà presentata nello storico allestimento del Teatro Regio di Torino, ripreso dal regista Paolo Vettori.
Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, il Maestro Francesco Ivan Ciampa (nelle date 19, 23, 27) che affianca regolarmente i più grandi nomi della lirica internazionale.
Il 20 e il 22 ci sarà invece il Maestro Jordi Bernàcer che, con Placido Domingo, ha condiviso un lungo sodalizio professionale avendolo diretto in numerose opere e vari concerti.
Nel ruolo di Simon Boccanegra, oltre a Placido Domingo, canta anche Gabriele Viviani, nel cast alternativo del 20 e
22 febbraio.
Il giovane e già affermato soprano Anastasia Bartoli sarà Amelia, interpretata da Serena Gamberoni nel secondo cast.
Nel ruolo di Gabriele Adorno torna al Teatro Massimo il grande tenore messicano Arturo Chacón Cruz che, proprio vincendo il concorso “Operalia” – fondato da Placido Domingo – ha iniziato la sua carriera di successo.
A ricoprire lo stesso ruolo nel secondo cast sarà il tenore azero Azer Zada, che vanta una formazione all’Accademia del
Teatro alla Scala.
I bassi Marko Mimica e Rafal Siwek saranno Jacopo Fiesco, mentre Marco Caria e Luciano Roberti saranno rispettivamente Paolo Albiani e Pietro.
A completare il cast, Domenico Ghegghi, Marco Antonio Pastorelli e Mariella Maisano.
Maestro del Coro, Ciro Visco e luci di Vincenzo Raponi.

UNO DEI CAPOLAVORI DELLA DRAMMATURGIA MUSICALE DI GIUSEPPE VERDI

Scritta nel 1857 dopo “Les Vêpres Siciliennes“, l’opera ebbe un percorso travagliato prima di raggiungere il successo.
Il libretto di Francesco Maria Piave traeva ispirazione dall’omonimo dramma di Antonio Garcìa-Gutiérrez, lo stesso autore de “Il trovatore”.
Tuttavia, il debutto al Teatro La Fenice di Venezia e, successivamente, al Teatro alla Scala di Milano, fu davvero poco fortunato.
L’opera cadde in un lungo oblio.
Eppure, “Simon Boccanegra” è considerato uno dei capolavori della drammaturgia musicale di Giuseppe Verdi, che rimaneggiò la partitura dopo oltre vent’anni.
In collaborazione con Arrigo Boito, venne modificato il libretto con l’aggiunta, in particolare, del finale del primo atto.
Nella nuova e definitiva veste, “Simon Boccanegra” debuttò al Teatro alla Scala il 24 marzo del 1881.
In quell’occasione, ottenne il successo trionfale che ancora oggi lo accompagna.

IL RACCONTO

L’opera si sviluppa in un prologo e tre atti.
Prevalgono le voci gravi, con ben cinque personaggi maschili: solo uno di essi è interpretato da un tenore.
Nella storia, ambientata a Genova nel Trecento, figura un unico personaggio femminile.
Sullo sfondo di intrighi politici, scontri di classi sociali e conflitti intestini, “Simon Boccanegra” racconta il dramma privato di un padre che ritrova la figlia che credeva perduta.
Giuseppe Verdi trasfonde nella figura altissima del protagonista i propri ideali.
Una vicenda complessa e articolata, rappresentativa dello stile intricato di Antonio Garcìa-Gutiérrez.
I protagonisti sono personaggi storici realmente esistiti, a partire dallo stesso Simon Boccanegra
.
Ovvero, il primo doge di Genova, eletto dal popolo nel 1339 e contrastato dalla classe nobiliare.
Un ruolo che Placido Domingo ha ricoperto nei più importanti palcoscenici del mondo, dal Teatro alla Scala al Metropolitan di New York.
E, ancor prima di interpretare il personaggio di Simon, da baritono ha cantato con grandissimo successo anche la parte di Gabriele Adorno della stessa opera.

AMBASCIATORE PER ECCELLENZA DELLA CULTURA SPAGNOLA NEL MONDO

Artista eclettico e “Ambasciatore della cultura spagnola nel mondo”, Placido Domingo – che lo scorso 21 gennaio ha compiuto ottantadue anni – prosegue la sua straordinaria carriera da oltre mezzo secolo nei principali teatri internazionali.
Nel suo repertorio, oltre centocinquanta ruoli.
Al suo attivo, un centinaio di incisioni, più di cinquanta video e ben dodici Grammy Awards.

Di altissimo profilo, anche l’attività di direttore d’orchestra.
Parallelamente al canto, ha diretto oltre seicento tra spettacoli d’opera e concerti sinfonici con le orchestre più prestigiose.

Una recente immagine di Placido Domingo, oggi ottantaduenne
Una recente immagine di Placido Domingo, oggi ottantaduenne

Dopo l’interpretazione di “Simon Boccanegra”, al Teatro Massimo di Palermo il Maestro iberico salirà sul podio dell’Orchestra e del Coro.
Martedì 1 marzo alle 20:30 dirigerà infatti il concerto “Noche Española” con il tenore Arturo Chacón Cruz e la storica stella del flamenco Lucero Tena alle nacchere.
Musiche di Ruperto Chapí, Manuel de Falla, Enrique Granados, Isaac Albéniz, Tomás Bretón, Gerónimo Giménez, Reveriano Soutullo / Juan Vert, José Serrano, Federico Moreno Torroba, Jacinto Guerrero, Francisco Alonso, Amedeo Vives e Manuel Fernandez Caballero.
Maestro del Coro, Ciro Visco.

UN LABORATORIO PER I BAMBINI

Il costo dei biglietti per “Simon Boccanegra” varia da centocinquanta a quindici euro.
Per “Noche Española”, invece, da sessanta a quindici euro.
Domenica 27 febbraio, alle 17:30 in Sala degli Stemmi, durante lo svolgimento dell’opera avrà luogo anche il laboratorio “La figlia del corsaro”.
L’iniziativa è dedicata alle bambine e ai bambini di età compresa tra i sei e i dieci anni che, al termine dell’iniziativa, assisteranno all’opera in Sala grande per vivere la magia del teatro.
I testi e le narrazioni sono di Francesca Cosentino, gli interventi cantati di Sonia Sala, l’animazione teatrale di Marcella Vaccarino e le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 329.7260846.

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