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Usa, vaccini anti Covid: ok a terza dose per soggetti immunodepressi


Redazione PL

"Il Paese è entrato in una nuova ondata della pandemia Covid-19", ha dichiarato il commissario ad interim della Food and Drug Administration

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La Food and Drug Administration negli Usa ha dato l’ok alla somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid ai soggetti immunodepressi. Lo scopo è quello di proteggere dalla contagiosa variante Delta coloro che versano in condizioni di fragilità.

“Il Paese è entrato in una nuova ondata della pandemia Covid-19, e la Fda è pienamente consapevole che le persone immuno- compromesse sono particolarmente a rischio di gravi malattie”, ha dichiarato il commissario ad interim Janet Woodcock, in una nota.

Lo studio

Gli Usa non sono il primo Paese che ricorre alla terza dose di vaccino. La scorsa settimana il presidente Emmanuel Macron ha annunciato analoga misura per la Francia, dove si pianifica di somministrare ai soggetti più vulnerabili il terzo richiamo a partire dal mese di settembre. A precederlo, Israele e Germania.

Il mondo scientifico è ancora diviso sull’ampio uso dei richiami del vaccino, poiché i benefici rimangono indeterminati. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dichiara che la terza dose di vaccino anti Covid è efficace per proteggere coloro che hanno subito un trapianto e presentano, dunque, un sistema immunitario compromesso dai farmaci anti rigetto.  

I risultati della ricerca

Analizzati i dati relativi a 120 pazienti trapiantati, tutti vaccinati con due dosi di Moderna con una risposta molto bassa. A 60 di questi è stata somministrata la terza dose due mesi dopo la seconda. Il 55% di tali soggetti ha mostrato un livello di anticorpi oltre le 100 unità per millilitro di sangue, cosa che è successa solo nel 18% del gruppo di controllo.

“Ci sono pazienti trapiantati che non sono protetti nonostante abbiano concluso il ciclo vaccinale – ha commentato l’autore principale dello studio, Deepali Kumar -. Se offrendo loro una terza dose possiamo avere una migliore probabilità di protezione credo che dovremmo farlo”.  

Usa, raccomandata vaccinazione in gravidanza

Anthony Fauci, esperto di malattie infettive degli Stati Uniti, ha dichiarato in un programma dell’emittente ABC che la decisione riguarderebbe circa il 3% della popolazione; per il resto andranno fatte delle valutazioni, nella consapevolezza che “nessun vaccino durerà per sempre”. Quando ci sarà il richiamo, ci sarà però un piano ben definito.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno, inoltre, raccomandato la vaccinazione alle donne in gravidanza. Non si è infatti riscontrato alcun rischio di aborto.    

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