Home Cronaca Rsa, controlli in tutta Italia: denunce anche a Palermo e provincia

Rsa, controlli in tutta Italia: denunce anche a Palermo e provincia


Michele Cusumano

Multe e chiusure in diverse strutture ricettive per anziani, coinvolte anche attività in Sicilia

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I Carabinieri del Nas, nel corso delle festività appena trascorse, hanno intensificato i controlli presso le Rsa, strutture ricettive dedicate all’ospitalità di persone anziane. Le verifiche hanno interessato tutto il territorio nazionale, sotto l’egida del Ministero della Salute. Ispezionate 536 attività socio-sanitarie ed assistenziali, con particolare attenzione nei giorni festivi di Natale, Capodanno ed Epifania. Militari in visita nelle case di riposo anche in orari serali o notturni, durante i quali si possono riscontrare riduzioni del numero di operatori, a causa di ferie o riposi.

Le verifiche hanno portato all’individuazione di 107 strutture irregolari, tra RSA, case di riposo, comunità alloggio e case famiglia. Elevate inoltre 52 sanzioni per violazioni penali e 87 per illeciti amministrativi, per una somma complessiva di 80 mila euro. Risultavano infatti, in varie strutture: evidenti carenze igieniche e strutturali; presenza di un numero superiore di anziani rispetto alla capienza autorizzata; inosservanza delle misure anti Covid; presenza di personale non qualificato.


I Nas, inoltre, hanno contestato 42 violazioni dovute al mancato possesso del Green Pass e della vaccinazione da parte dei dipendenti delle strutture ricettive, sia personale medico che infermieristico ed assistenziale. A queste si aggiungono ulteriori 16 sanzioni per mancato uso di dispositivi medici protettivi, assenza di cartellonistica informativa e omessa valutazione del rischio epidemiologico da Covid-19. Disposta anche la chiusura di 3 strutture ricettive, risultate abusive o deficitarie in materia sanitaria e assistenziale.

RSA IRREGOLARI IN SICILIA

Tra gli interventi più significativi, i Nas di Palermo hanno denunciato 3 dirigenti di una cooperativa che gestisce una comunità alloggio per anziani di Termini Imerese. La struttura era priva dei requisiti minimi funzionali-organizzativi: camere con metratura inferiore agli standard stabiliti, disponibilità di letti inferiore al numero degli ospiti e carenze igieniche. Inoltre si è riscontrata la mancanza di adeguata assistenza medico-infermieristica e presenza/reperibilità di personale sanitario nell’arco delle 24 ore. Scattato il sequestro della struttura e il trasferimento dei 9 ospiti, ricondotti alle famiglie o portati in altre strutture.

Trovate due strutture irregolari anche a Palermo, con relative denunce per i rispettivi legali responsabili. Questi ultimi, infatti, non hanno applicato adeguate misure di prevenzione per il contenimento della diffusione del Covid- 19. Inoltre hanno anche omesso di comunicare le generalità delle persone alloggiate.

Una denuncia anche nel catanese, nei confronti del titolare di una comunità alloggio per anziani di Santa Venerina. L’uomo è ritenuto responsabile di avere accolto 4 anziani non autosufficienti risultati, al momento del controllo, in stato di abbandono per la mancanza di figure professionali addette all’assistenza medico-infermieristica e socio- ricreativa. Gli ospiti erano infatti accuditi da persone non qualificate. Tra queste una priva, peraltro, di contratto di impiego.

IRREGOLARITA’ IN TUTTA LA NAZIONE

I Nas di Potenza, al termine di un’ispezione, hanno riscontrato carenze organizzative e di personale qualificato all’interno di una struttura di assistenza per anziani. Disposto così un provvedimento di chiusura a Corleto Perticara (PZ) con trasferimento dei 46 anziani.

A Reggio Calabria chiusa una casa famiglia di Villa San Giovanni. L’attività risultava attivata abusivamente, con un valore stimato in 300 mila euro. Controlli anche nella Capitale, dove un’operatrice socio-sanitaria ha ricevuto una sanzione per avere svolto l’attività priva di Green Pass. Multata al contempo anche la titolare, per non avere segnalato l’assenza del certificato.

Due denunce anche nel Torinese. Il gestore di una casa famiglia di Villar Dora è ritenuto responsabile di avere ospitato anziani non autosufficienti in una struttura priva dei requisiti minimi e di personale specializzato per un’adeguata assistenza sanitaria. A San Giorgio Canavese denunciati due amministratori, per avere condotto l’attività socio-sanitaria in assenza di personale infermieristico. Provvedevano loro stessi, infatti, all’accudimento degli anziani ospiti ed alla preparazione/somministrazione dei farmaci, sebbene privi dei necessari titoli abilitativi. Le verifiche hanno appurato che l’assenza di personale sanitario qualificato era in essere già dal mese di settembre 2021.


In provincia di Parma i Nas hanno sanzionato il responsabile di una residenza per anziani a Bedonia per non avere attuato adeguate misure per il contenimento della diffusione del Covid-19 sulle visite dei congiunti, quali la mancata registrazione degli accessi e lo svolgimento degli incontri con i familiari in corridoi e/o ambulatori, nonché aver omesso di controllare la certificazione verde (green pass) di un dipendente risultato scaduto al momento del controllo da parte dei militari.

Sanzionati infine i legali responsabili di una residenza sanitaria assistenziale ubicata a Cocquio Trevisago (VA), per aver consentito al dipendente operatore socio-sanitario di continuare a svolgere l’attività lavorativa in assenza di vaccino Covid-19.

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